Un tocco d’avventura

A quattro anni dal debutto, la Skoda Superb si aggiorna, ma senza stravolgimenti. Interessata dal restyling, in particolare, la parte anteriore; la mascherina, ora incorniciata da un profilo cromato più spesso, è diventata più “importante”, e i fendinebbia sono a sviluppo orizzontale. Arrivano anche nuovi colori della carrozzeria, tra cui l’arancione. Ma la novità più importante è l’allargamento della gamma con la versione Scout, rialzata di 1,5 cm e con protezioni sottoscocca in alluminio per di affrontare con disivoltura gli sterrati leggeri. A sottolinearne lo spirito “avventuroso” ci sono le protezioni antigraffio in plastica nera delle zone sottoporta e dei passaruota e gli scudi paracolpi (anteriore e posteriore) con la parte inferiore color grigio chiaro; della stessa tinta, i gusci degli specchi retrovisori esterni.

Completano la personalizzazione la targhetta identificativa “Scout”, sui parafanghi anteriori, all’altezza della nervatura che attraversa la fiancata. Nel complesso, una trasformazione riuscita che non va a mutare l’aspetto della Skoda Superb, che rimane sobrio e poco appariscente; è sempre caratterizzato dal lunotto fortemente inclinato, che dà slancio, sacrificando un po’ la visibilità ma non la capacità del vano bagagli, davvero notevole (da 660 a 1.950 litri). Quest’ultimo, tra l’altro, è dotato di soluzioni “furbe” per organizzare il carico, come il doppiofondo a più scomparti e la barra trasversale  per non far “scivolare” in movimento borse e oggetti di piccole dimensioni.

Pratica e ben rifinita

Gli interni della Skoda Superb Scout rimangono in linea con lo stile semplice, ma curato, a cui ci ha abituato la Skoda. Le plastiche sono morbide e ben assemblate, e non mancano alcuni elementi studiati apposta per questa versione: gli inserti in legno che attraversano la plancia e le portiere, i sedili anteriori rivestiti in pelle e Alcantara con cuciture a contrasto e la scritta “Scout”, che ritroviamo anche sui listelli battitacco e sulla razza inferiore del volante in pelle. Quasi tutti i comandi sono collocati nella consolle centrale; alla sua base (quindi un po’ troppo in basso) si trovano le manopole e i pulsanti del climatizzatore e, poco sotto, un ampio vano portaoggetti, ora dotato della piastra per ricaricare senza fili gli smartphone compatibili.

Il nuovo impianto multimediale (con monitor di 9,2” e navigatore satellitare) ha la scheda Sim per la connessione a internet e il collegamento wireless per Apple CarPlay. Inoltre, sempre dallo schermo, permette di selezionare cinque modalità di guida, compresa quella per l’off-road: riservata a questa versione, modifica la risposta di motore, cambio e aiuti elettronici. Lo spazio a bordo è notevole: dietro, due adulti viaggiano comodi e possono distendere le gambe. Lo spazio in larghezza basterebbe anche per tre, ma chi siede al centro del divano deve fare i conti con il largo e alto tunnel sul pavimento. Per i lunghi viaggi non mancano alcuni “plus”, come il supporto per i tablet e la presa Usb. 

Sicura e confortevole

Al momento del lancio (la vettura è già ordinabile, e le consegne cominceranno a fine settembre) la Skoda Superb è disponibile con il 1.6 TDI da 120 CV e con il 2.0 TDI da 150 CV. Due i motori a benzina:  il 1.5 TSI da 150 CV e il 2.0 TSI da 190 CV e 272 CV (all’inizio del 2020 sarà anche ibrida plug-in). Ma la Skoda Superb Scout che abbiamo guidato in Italia si può avere solo con il turbodiesel da 190 CV: non si fa sentire mai troppo nell’abitacolo e ha il brio che serve per riprendere velocità senza incertezze e per scattare con rapidità (gli 8,1 secondi per lo “0-100 km/h” sembrano alla portata dell’auto, così come i 223 km orari di velocità massima). Inoltre, la vettura non si è rivelata assetata: nel test, con una guida piuttosto brillante, il computer di bordo ha indicato una media di 14,5 km/l. Lo sterzo è preciso per il tipo di vettura e il cambio robotizzato DSG a doppia frizione è rapido ma mai brusco nei passaggi di marcia; a proposito del cambio, non manca una modalità supplementare “Off-road”.

Tra le modalità di guida c’è anche quella Sport, in cui tutta la meccanica risponde con maggior prontezza e gli ammortizzatori a controllo elettronico diventano più rigidi, ma mai “punitivi” per la schiena. Complice la trazione integrale, si ha sempre una grande sensazione di sicurezza, mentre a favorire il comfort ci sono dispositivi come il cruise control predittivo, che rallenta l’auto quando “vede” un cartello con il limite di velocità o quando si deve affrontare una curva. E dal 2020 debutterà anche il sistema Emergency Assist, per evitare tamponamenti a catena nelle frenate d’emergenza, fa deviare la vettura verso i bordi della carreggiata (“sorvegliati” dai sensori che monitorano l’angolo cieco). Insomma, la vettura è senza dubbio interessante e “tecnologica”, oltre che dotata di accessori “sfiziosi”, come i sedili in pelle e Alcantara, ma il prezzo di 46.200 euro non è certo “leggero”.

Secondo noi

PREGI
> Comfort. Il motore poco rumoroso e la buona capacità di isolamento delle sospensioni garantiscono viaggi confortevoli.
> Guida. Nonostante la stazza dell’auto, la guida è piacevole e piuttosto “reattiva”, specie selezionando la modalità sport. 
> Praticità. Non mancano soluzioni utili per rendere più facili la vita a bordo e le operazioni di carico.

DIFETTI

> Comandi. Quelli per regolare il “clima” sono un po’ troppo in basso: facile distrarsi dalla guida.
> Quinto posto. Il tunnel di trasmissione imgombrante rende il posto centrale meno ospitale.
> Prezzo. La vettura è di qualità e ha una dotazione ricca, ma l’assegno da staccare è un po’ “pesante”…

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